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RISOLUZIONE

Oggetto: Tutela dei Diritti Umani nei Territori del Sahara Occidentale

L’Assemblea Legislativa Regionale

Appreso
dell’arresto per reati di opinione al loro arrivo all’aeroporto di Casablanca il 9 ottobre compiuto dalla forze di sicurezza del Regno del Marocco

- di Ali Salem Tamek, vice-presidente del Collettivo dei Difensori Saharawi dei Diritti Umani (CODESA), membro dell’Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Assa, e membro registrato con Frontline in Irlanda; Brahim Dahane, Presidente dell’Associazione Saharawi per le Vittime di Gravi Violazioni dei Diritti Umani commesse dallo Stato Marocchino (ASVDH); Ahmad Anasiri, Segretario generale del Comitato Saharawi per la Difesa dei Diritti Umani di Smara/Sahara Occidentale e Presidente dell’Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Smara; Dagja Lachgar, membro dell’Ufficio esecutivo dell’Associazione Saharawi per le Vittime di Gravi Violazioni dei Diritti Umani commesse dallo Stato Marocchino (ASVDH); Yahdih Ettarrouzi, membro dell’Associazione marocchina dei Diritti Umani, sezione di Laayoune; Saleh Lebayhi, Presidente del Forum per la difesa dei bambini saharawi, membro del CODESA e dell’AMDH, sezione di Laayoune; Rachid Sghayar, membro del Comitato d’azione contro la Tortura di Dajla, Sahara Occidentale.

Evidenziando che

- Ali Salem Tamek è stato ospite della nostra Regione nell’ambito del processo per l’attuazione delle Risoluzioni dell’ONU per l’autodeterminazione del popolo Saharawi, per il rispetto dei diritti umani nel Sahara Occidentale e per la pace nel mediterraneo;
- Brahim Dahane ha accolto i tre Consiglieri regionali che nel novembre del 2008 si sono recati nella città di Laayoune, nel Sahara Occidentale, dove hanno potuto verificare la stretta sorveglianza poliziesca a cui sono stati sottoposti e percepire la violenza che veniva esercitata verso i loro ospiti, violenza che si è concretizzata contro alcune delle persone che li hanno incontrati appena loro hanno lasciato i territori;
- le persone arrestate sono personalità Saharawi che vivono nel Sahara Occidentale e che assieme ad altri cittadini Saharawi manifestano pacificamente per il rispetto delle risoluzioni dell’ONU e dei diritti umani nei territori contesi subendo quotidianamente intimidazioni, arresti e violenze, anche su donne e ragazzi, per il semplice fatto di non rinunciare a manifestare le proprie opinioni nel rispetto del diritto internazionale.

Richiamate le Risoluzioni approvate all’unanimità
il 23 novembre 2006 e il 12 novembre 2008

in cui la Regione Emilia-Romagna rinnova il suo impegno ad operare per:
- la piena applicazione delle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, l'autodeterminazione dei popoli e il rispetto del diritto internazionale;
- il sostegno ai rifugiati Saharawi nei campi profughi in Algeria;
- favorire il processo di pace anche tramite un’iniziativa delle Regioni dell'Europa, anche per consolidare l’amicizia con il popolo del Marocco e con il popolo Saharawi, e tra loro;
- il rispetto dei diritti umani nei territori del Sahara Occidentale occupati dal Regno del Marocco oggi sotto la tutela dell’ONU in attesa dello svolgimento del referendum deciso dal Consiglio di Sicurezza, salvo altro accordo raggiunto tra le parti in conflitto sotto la supervisione dell’ONU.

Richiamata la drammaticità della situazione

- il Segretario Generale dell'ONU nella sua relazione del 16 ottobre 2006 ha ripreso la denuncia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per il rispetto dei diritti umani in cui si evidenziava la violazione dei diritti umani da parte delle forze di sicurezza del Regno del Marocco; denuncia che ha trovato eco nella Risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 31 ottobre con la denuncia di atti di violenza contro le donne saharawi;
- l’Alto Commissario dell'Unhcr, Antonio Guterres, a settembre del 2009 si è recato a Tindouf e ha potuto constatare la “drammaticità'' della situazione in cui vivono i rifugiati saharawi.

Richiede al Regno del Marocco

- di rendere note la sorte e lo stato di salute dei cittadini Saharawi, attivisti dei Diritti Umani, arrestati venerdì scorso all’aeroporto Mohamed V di Casa Blanca; di garantire l’immediato intervento degli avvocati difensori e di permettere il controllo internazionale sul loro stato di salute; oltre a garantire il diritto di esprimere le propri opinioni e quindi la loro rapida liberazione nel rispetto del diritto internazionale.

Invita il Governo Italiano

- a intervenire presso i rappresentanti del Regno del Marocco in Italia per chiedere la liberazione degli arrestati, la garanzia della loro integrità personale e il rispetto del diritto internazionale;
- ad operare in sede Europea per il sostegno al diritto all'autodeterminazione del popolo Saharawi e perché il regno del Marocco assicuri il rispetto dei diritti umani nei territori contesi nel Sahara Occidentale;
- di sollecitare la comunità internazionale affinché venga inviata una commissione dell’ONU per monitorare le violazioni dei diritti umani nei territorio del Sahara Occidentale.

Impegna la Giunta

- a intervenire in ogni modo, nel rispetto delle prerogative Istituzionali, verso il Regno del Marocco per la liberazione degli arrestati e per il rispetto dei diritti umani nei territori contesi del Sahara Occidentale ancora sotto il controllo dell’ONU;
- a evidenziare in modo netto che la Regione Emilia-Romagna non può accettare che le reiterate azioni di violazione dei diritti umani contro chi sostiene le risoluzioni dell’ONU senza trarre le doverose conclusioni in merito ai rapporti esistenti;

Impegna inoltre la Giunta

- a continuare l’impegno della Regione Emilia-Romagna per la pace e la solidarietà tra i popoli nel Sahara Occidentale e nell’area del Mediterraneo;
- a continuare nell’impegno per aiuti e azioni di solidarietà nei confronti dei profughi saharawi che vivono negli accampamenti nel deserto dell’Algeria da oltre trent’anni;
- a operare in sede Europea per svolgere iniziative di concerto con atre regioni Europee per il rispetto delle Risoluzioni dell’ONU; per lo svolgimento del Referendum se non vi sarà una soluzione condivisa del conflitto; per il rispetto del diritto all’autodeterminazione del popolo Saharawi.

Bologna, 14 ottobre 2009

Ugo Mazza

Gianluca Borghi

Mauro Manfredini