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L'onu richiama il Marocco
sulle violazioni dei diritti umani nel Sahara occidentale
Ginevra, 09/04/2008
Il Consiglio dei diritti umani dellOnu ha
richiamato ilMarocco per le pratiche repressive nei territori
occupatidel Sahara occidentale, citando i casi di "scomparseforzate"
e di "detenzioni segrete". Il caso del Marocco è
stato esaminato martedì a Ginevra dalConsiglio, nel quadro
della sua nuova procedura conosciutacon il nome di "esame
periodico universale" (UPR) . Un gruppo di lavoro del Consiglio
dellONU dei dirittiumani sulle scomparse forzate o involontarie
ha rilevato inun rapporto che "la maggioranza dei casi portatiall'attenzione
del governo marocchino riguarda persone chesarebbero scomparse
perché loro stesse o loro vicini eranoconosciuti come sostenitori
del Fronte Polisario". "Questepersone sparite sarebbero
state poste in detenzione neicentri segreti. In celle di alcuni
commissariati di polizia,in caserme militari e case segrete dei
sobborghi di Rabatsarebbero, inoltre, state utilizzate per nascondere
questepersone", aggiungi il documento. Il gruppo di lavoro
dell'ONU ha sottolineato che laquestione del Sahara Occidentale
"è regolarmente oggetto diun esame da parte dell'assemblea
generale e del Consiglio disicurezza, dell'ONU, e che il Comitato
dei diritti umani èpreoccupato per l'assenza di progressi
sull'applicazione deldiritto all'autodeterminazione" del
popolo del Saharaoccidentale. Il documento ha ribadito , inoltre,"
la vulnerabilità deidifensori sahraouis dei diritti umani,
esposti allarepressione, agli arresti e alle detenzioni generalizzate".
"Nella maggior parte dei casi, le persone fermate sarebberostate
detenute dalle forze di sicurezze e succede sempre chele autorità
giudiziali negano lautorizzazione, per gliarrestati, ad
essere esaminati da un medico, mentre questiaffermano di avere
subito torture o maltrattamenti durantegli interrogatori".
Il gruppo di lavoro ha espresso anche le sua "vivainquietudine"
per le restrizioni alla libertà di riunione edi associazione
alle quali sono sottoposti i difensorisahraouis dei diritti umani.
Ha ricordato che il governo marocchino ha confiscato ilpassaporto
a 14 militanti sahraouis, ai quali è statoimpedito di andare
a Ginevra, per assistere alle conferenzeinternazionali. Il rapporto
ricorda anche linquietudine del relatorespeciale sui diritti
dei migranti che si è detto "vivamentepreoccupato
per le notizie che segnalano la morte dimigranti, di origine subsahariana,
alla frontiera tra leenclave spagnole di Ceuta e Melilla e il
Marocco, di cuisono responsabili le forze di sicurezza che pattugliano
l lafrontiera". Ha citato i casi di "numerosi migranti
diorigine subsahariana, che hanno tentato di attraversare lafrontiera
con la Spagna a Ceuta e Melilla, e che sono statiespulsi e lasciati
alla frontiera meridionale, in pienodeserto senza acqua né
cibo". L'Alto commissariato delle Nazioni unite per i dirittidell'uomo
(HCDH) aveva inviato nel 2006 una missione nelSahara occidentale,
al termine della quale aveva elaboratoun rapporto che accusa le
autorità marocchine. Questo rapporto è stato
tenuto segreto, ma è ugualmenteuscito sulla stampa - afferma
che l'autodeterminazione è un"diritto fondamentale"
del popolo sahraoui che deve goderne"senza più ritardi.
Fonte SPS
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