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Negoziati
Marocco-Polisario: Le posizioni delle parti" molto lontane",
SG ONU,
New York (Nazioni unite), 30/01/2008
Le posizioni del Marocco e del Fronte Polisario
durante i negoziati tenuti dal 7 al 9 gennaio 2008 sotto l'egida
dell'ONU a Manhasset (New York) sono rimaste "molto lontane
su come arrivare ad una soluzione politica giusta, duratura e
reciprocamente accettabile che permetta l'autodeterminazione del
popolo del Sahara Occidental", ha detto il SG dell'ONU, Ban
Ki-moon nel rapporto al Consiglio di sicurezza,
del 25 gennaio.
Più precisamente, Ban Ki-moon riconosce che nonostante
le due parti, abbiano avuto un dialogo dinamico,"i loro incontri
non possono essere qualificati come negoziati", poiché
durante i due giorni di discussione, le parti hanno continuato
ad esprimere "forti divergenze sulle questioni fondamentali
in gioco" e che "né una né l'altra parte
hanno esaminato alcuni elementi della proposta dell'altra parte".
Tuttavia, il SG dell'ONU che si è astenuta
da indicare il vero responsabile del blocco del processo referendario
nel Sahara Occidentale, occupato da 1975 per il Marocco, spera
che inizi un prossimo giro nella regione, del suo Inviato personale
per tenere "delle consultazioni approfondite" alla vigilia
di un quarto ciclo di trattative, dall11 al 13 marzo prossimo,
che si terrà nello stesso luogo dove si sono tenute i tre
ultimi negoziati a Manhasset, nello stato di New York.
L'Onu ha adottato, dal 1965, parecchie risoluzioni sulla questione
del Sahara Occidental, affermando il diritto inalienabile del
popolo sahraoui a disporre di sé, attraverso un referendum
di autodeterminazione.
Le due parti inl conflitto, il Marocco ed il Fronte Polisario
hanno negoziato del resto direttamente a più riprese, per
una decina di anni.
Questi negoziati hanno portato, nell'agosto 1988, all'accettazione
delle due parti del Piano di regolamentazione delle Nazioni unite,
che il Consiglio di sicurezza ha ribadito nelle sue risoluzioni
658 del giugno 1990 e 690 dellaprile 1991.
Il Marocco ed il Fronte Polisario hanno firmato anche, nel settembre
1997, gli Accordi di Houston, sotto l'egida di James Baker, allora
inviato personale del segretario generale dell'Onu, fissando le
modalità della tenuta del referendum di autodeterminazione.
Gli sforzi di M. Baker in favore di una soluzione giusta al conflitto
sono stati accettati nel luglio 2003 dall'adozione, all'unanimità,
dal Consiglio di sicurezza dell'Onu del piano Baker che prevede
la tenuta di un referendum di autodeterminazione nel Sahara Occidental
dopo un periodo transitorio massimo di cinque anni.
Il Fronte Polisario ha accettato il piano Baker, contrariamente
al Marocco che l'ha rifiutato e che, rinnegando i suoi precedenti
impegni, rifiuta anche di riconoscere il diritto all'autodeterminazione
dei Sahraouis.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato le risoluzioni
1754 e 1783 (2007) riaffermando che la soluzione alla questione
del Sahara Occidentale risiede nella soddisfazione del diritto
all'autodeterminazione del popolo sahraoui.
Queste risoluzioni invitano il Marocco ed il Fronte Polisario
ad impegnarsi in negoziati diretti, sotto l'egida delle Nazioni
unite, senza condizioni preliminari per una soluzione politica
reciprocamente accettabile che assicura il diritto del popolo
sahraoui all'autodeterminazione.
Fonte SPS
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