News dal Sahara
home

Scoperta una fossa comune vicino ad una caserma militare a Smara occupata.



Smara (territori occupati )
06-01-08



Una fossa comune è stata scoperta venerdì nel cortile di una caserma militare, costruita dopo il 1976, secondo un comunicato del comitato per la difesa dei diritti umani di Smara.

La macabra scoperta è stata fatta durante lo sbancamento di un campo nel quartiere " El Aouda" dove le autorità
marocchine si apprestano a costruire un grande palazzo, la ONG Saharawi chiede sia fatta luce sulla identità delle persone trovate nella fossa comune, affermando che si tratta dei cadaveri di persone date per disperse nelle prigioni marocchine.

Le autorità marocchine si sono precipitate sul posto facendo pressione sui lavoratori per impedire la diffusione della notizia, sapendo che il giudice spagnolo Baltazar Garzon aveva deciso di aprire un'inchiesta sui i crimini di guerra e sui genocidi commessi dal Marocco nel Sahara occidentale; il comunicato mette in guardia contro tutti i tentativi di ascondere la verità.

"Questo comportamento verso i lavoratori esprime la volontà delle autorità marocchine di nascondere la realtà di decine
di scomparsi, chiediamo una inchiesta trasparente per identificare scientificamente questi cadaveri", continua il comunicato.

La ONG Saharawi lancia un’appello alle organizzazioni di difesa dei diritti umani e alle forze democratiche di tutto il mondo perché "agiscano urgentemente facendo pressioni sul Marocco per costringerlo a rispettare i suoi impegni e fare luce sulle
centinaia di scomparsi saharawi".

Un'altra fossa comune con cinque cadaveri era stata scoperta nel novembre scorso vicino al tristemente noto Carcel Negra (prigione nera) di El Aiun secondo l'associazione degli scomparsi saharawi.

L'associazione delle famiglie dei prigionieri e scomparsi saharawi (AFAPREDESA), con sede dei campi profughi,
chiede di fare luce sulla sorte di oltre 500 Saharawi scomparsi, il fronte Polisario ricorda che sono più di 150 i prigionieri di guerra Saharawi ancora nelle mani del Marocco.



Fonte SPS