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EUCOCO 2007
RISOLUZIONE FINALE
La 33a Conferenza dei comitati di solidarietà
con il popolo sahrawi (EUCOCO) si è riunita il 19, 20 e
21 ottobre 2007 a Roma (Italia).
Ha riunito oltre 450 delegati provenienti da 21 paesi dell'Europa
(Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Italia, Norvegia,
Spagna, Svizzera, Portogallo Ungheria), dell'Africa (Algeria,
Mali, Marocco, Mauritania, RASD, Senegal, Sud Africa), dell'America
latina (Messico, Uruguay).
La 33a Conferenza ha accolto nel corso della cerimonia
d'apertura Mohamed Abdelaziz, Presidente della RASD e Segretario
generale del Fronte Polisario, accompagnato da un'importante delegazione
sahrawi composta da membri del governo, parlamentari, alti responsabili
del Fronte Polisario, dalle associazioni delle donne, dei giovani,
dei lavoratori. La Conferenza si rallegra per la presenza di militanti
sahrawi per i diritti umani e dei militanti venuti dai territori
occupati della RASD. Va sottolineata la rilevante presenza dell'Africa,
in particolare di un'importante delegazione algerina.
I partecipanti alla 33a Conferenza hanno ascoltato
il discorso del Presidente Abdelaziz che ha sottolineato come
la Risoluzione 1754, adottata dal Consiglio di sicurezza, apra
l'opportunità di un reale negoziato di pace tra il Fronte
Polisario e il Marocco. Si è rammaricato che il Marocco,
con la difesa di una pseudo-soluzione, effettui nei fatti un ritorno
al punto di partenza, ciò che costituisce un tentativo
di perpetuare l'occupazione contro la quale il Fronte Polisario
e il popolo sahrawi si battono da oltre 30 anni.
Il Presidente Abdelaziz ha tenuto a salutare particolarmente i
sahrawi dei territori occupati che proseguono con coraggio le
giuste rivendicazioni dei sahrawi. Infine ha riaffermato che l'ONU
rimane pienamente responsabile della condotta a termine del processo
di pace nel Sahara Occidentale. L'ONU deve inoltre garantire la
protezione delle popolazioni civili sahrawi, che devono far fronte
alla repressione marocchina, e condurre le inchieste relative
alla scomparsa di 500 sahrawi, agli imprigionamenti arbitrari
e alle molteplici violazioni dei diritti dei sahrawi nei territori
occupati.
La Conferenza ha accolto con soddisfazione il notevole
risultato della riunione interparlamentare nel Parlamento italiano,
sotto gli auspici dell'Intergruppo parlamentare Italia-Sahrawi,
che si è svolto alla vigilia della Conferenza, il 18 ottobre
alla Camera dei deputati. In particolare sottolinea l'impegno
dei suoi partecipanti nel sostenere nelle diverse istituzioni
e forum il diritto all'autodeterminazione del popolo sahrawi.
Dopo aver ascoltati i rapporti e il rendiconto
di Pierre Galand, presidente dell'EUCOCO, riguardo l'effettiva
messa in opera delle risoluzioni della 32a EUCOCO, la Conferenza
considera che è venuto il tempo di mettere un termine allo
scandalo che costituisce in questo inizio del 21° l'ultima
colonia africana e dunque la persistenza dell'occupazione straniera
del Sahara Occidentale.
La Conferenza prendendo atto dell'apertura dei negoziati diretti
tra il Fronte Polisario e il Marocco, fa appello al Regno del
Marocco a conformarsi allo spirito e alla lettera della Risoluzione
1754 del Consiglio di sicurezza.
Allo scopo di raggiungere questo obiettivo, la Conferenza si rivolge
all'Unione Europea, all'Unione Africana, ai vari parlamenti dei
diversi paesi e al parlamento europeo per chiedere loro di ottenere
dalla parte del Marocco un atteggiamento positivo nel corso di
questi negoziati.
La Conferenza ha preso conoscenza del Rapporto consegnato il 19
ottobre dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon,
al Consiglio di sicurezza e fa appello al Consiglio di sicurezza
e al Segretario generale di accompagnare e di promuovere fattivamente
il processo dei negoziati conformemente alla Risoluzione 1754
e alle raccomandazioni della Risoluzione adottata per consenso
dalla 62a sessione della Commissione questioni politiche speciali
e decolonizzazione dell'Assemblea generale.
La Conferenza domanda alla Francia, che assicurerà
la presidenza dell'Unione europea nel 2008, una politica più
conforme alle risoluzioni e alle decisioni dell'ONU sul Sahara
Occidentale e operi per l'applicazione del diritto inalienabile
all'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale.
Interpella il governo spagnolo affinché assuma pienamente
le proprie obbligazioni storiche, morali e politiche nei confronti
del popolo sahrawi sostenendo lealmente il rispetto inalienabile
del popolo sahrawi all'autodeterminazione. La Conferenza fa appello
all'Unione Europea per una politica di pace più attiva
e coraggiosa nella regione del Maghreb.
Dopo aver ascoltato le diverse conclusioni dei
gruppi di lavoro, la 33a Conferenza da il proprio sostegno e la
propria solidarietà ai militanti sahrawi dei territori
occupati che combattono per i diritti umani propri e del proprio
popolo. Saluta le numerosi voci marocchine che si esprimono con
coraggio contro le violazioni dei diritti umani e per il diritto
democratico del popolo sahrawi all'autodeterminazione.
La Conferenza denuncia il silenzio che circonda gli attentati
veri e propri e le violazioni massicce dei diritti umani nei territori
occupati. I partecipanti rinnovano la loro richiesta che l'ONU
pubblichi il rapporto della missione sul Sahara Occidentale dell'Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani e che sia
garantito il libero accesso ai territori occupati alle missioni
per i diritti umani, ai parlamentari e ai giornalisti.
Infine la Conferenza fa appello all'ONU a compiere il proprio
dovere essenziale che consiste nel realizzare senza ritardo il
diritto all'autodeterminazione del popolo sahrawi secondo il principio
definito dalla risoluzione 1514 (XV) e 1541 (XV) del 14 e 15 dicembre
1960.
La 33a Conferenza denuncia i molteplici scambi economici, il commercio
delle armi, la lotta antiterrorista così come la lotta
contro l'immigrazione clandestina che sono utilizzate dal Marocco
per fare pressione su la Spagna e gli USA a favore delle proprie
tesi annessioniste sul Sahara Occidentale.
La 33a Conferenza ha altresì notato la continuazione
delle opere di prospezione e sfruttamento illegale delle risorse
naturali del Sahara Occidentale. Denuncia vigorosamente questi
atti di spoliazione ed esige che sia posto fine a tutti i programmi
e a tutti i negoziati e concessioni di sfruttamento fintantoché
il Sahara Occidentale rimanga da decolonizzare.
La Conferenza ha inoltre registrato che la situazione alimentare
dei rifugiati sahrawi è diventata nuovamente molto critica.
A seguito dell'appello urgente della Mezzaluna Rossa Sahrawi,
del 20 ottobre 2007, la 33a Conferenza chiede a tutti gli Stati
membri della comunità internazionale e le loro organizzazioni
di eseguire pienamente i programmi alimentari a favore dei rifugiati
sahrawi rispettando gli impegni e il proprio mandato, garantendo
in modo degno una vita decente a questi rifugiati.
Oltre alla sicurezza alimentare dei rifugiati sahrawi, i partecipanti
si sono preoccupati della salute, delle opportunità e della
qualità dell'educazione e della formazione. Si sono preoccupati
di un vero sviluppo sahrawi per migliorare le condizioni di vita
dei rifugiati ma anche per sostenere i sahrawi nelle zone liberate
del Sahara Occidentale.
La 33a Conferenza saluta con rispetto la lotta
delle donne sahrawi, protagoniste della vita socio-professionale,
rende omaggio al loro coraggio e alla loro energia. I partecipanti
salutano ugualmente la gioventù sahrawi e il suo ruolo
determinate nel processo di liberazione nazionale, come pure l'abnegazione
e il senso del dovere dei lavoratori sahrawi nella resistenza
all'occupazione marocchina. La 33a Conferenza chiede che siano
esplorati tutti i mezzi e tutte le vie per la promozione e la
protezione di questi componenti della società sahrawi.
La 33a Conferenza organizzerà nel corso
del 2008 un grande incontro con i parlamentari europei verso le
istituzioni europee (Commissione, Consiglio, Corte di Giustizia,
Consiglio d'Europa) al fine di mobilitare le loro iniziative a
favore di una pace giusta e durevole, basata sui diritti fondamentali
del popolo sahrawi.
La Conferenza saluta l'iniziativa del Sud Africa
di accogliere nel 2008 una conferenza internazionale sui diritti
del popolo sahrawi.
La Conferenza farà conoscere e condividere
con gli altri parlamenti in Europa la risoluzione del Parlamento
italiano del 10 maggio 2007 che è un contributo importante
per il riconoscimento del Fronte Polisario, dei diritti sahrawi
e per la difesa della pace della regione.
La Conferenza sarà particolarmente attenta alla tenuta
del prossimo XII Congresso del Fronte Polisario, al quale augura
un pieno successo.
Infine i partecipanti hanno focalizzato le conclusioni
su:
" l'esigenza di permettere l'esercizio immediato da parte
del popolo sahrawi del suo diritto a un referendum di autodeterminazione
e ciò attraverso la rapida applicazione del Piano di pace
dell'ONU nella sua integralità, esercitando le dovute pressioni
sul Marocco;
" la realizzazione di una strategia efficace di un'ampia
politica di informazione e di comunicazione attorno alla questione
del Sahara Occidentale al fine di contrastare la disinformazione
e il black-out imposto dal Marocco sui territori occupati;
" lo sviluppo costante di una solidarietà multiforme
ed efficace con il popolo sahrawi.
I partecipanti alla 33a Conferenza si congratulano
con l'Associazione italiana di solidarietà con il popolo
sahrawi per l'organizzazione dei lavori. Ringraziano per la cordialità
e l'accoglienza con cui sono stati circondati.
Viva la lotta del popolo sahrawi per il suo diritto
all'autodeterminazione
Viva il Fronte Polisario
Viva la solidarietà internazionale
Roma, 21 ottobre 2007
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