|
Il Manifesto 5 Agosto 2007
Giudice appiedato in Marocco «Ritorsione per i Saharawi»
Auto sequestrata Quatrano, gip a Napoli, è
in vacanza ma era andato a seguire un processo contro i manifestanti
Ilaria Urbani
In vacanza in Marocco con la famiglia. Ferie tradizionali
per Nicola Quatrano, magistrato napoletano con la passione per
la difesa dei diritti umani nei paesi del Maghreb in particolare
del popolo Saharawi, abituato invece a spostarsi sempre da solo
sull'altra sponda del Mediterraneo in qualità di osservatore
internazionale. Questa volta però il viaggio iniziato undici
giorni fa in compagnia della moglie dei due figli, di 24 e 22
anni, e di un'amica doveva essere di relax, ma si sta mettendo
male per «uno sconcertante episodio, una provocazione»
- come dice lui stesso. I fatti: venerdì sera al ritorno
da Marrakech la polizia marocchina lo ferma a un posto di blocco
e gli sequestra l'automobile in noleggio sulla quale viaggiava.
Il gip del tribunale di Napoli in vacanza aveva infatti approfittato
per andare a seguire il processo a sette studenti saharawi, «arrestati
per aver partecipato a manifestazioni pacifiche a sostegno dell'autodeterminazione
in favore del loro popolo tra i quali - spiega Quatrano al telefono
- una studentessa che ha perso un occhio in seguito alle percosse
subite dalla polizia».
Arrivati al posto di blocco, Quatrano e famiglia sono stati fermati
e, mentre gli agenti della polizia procedevano alla verifica dei
passaporti, si è presentato un carro attrezzi. «E'
in quel momento che ho cominciato a sospettare qualcosa - spiega
- i poliziotti hanno trovato solo successivamente una piccola
irregolarità sulla polizza assicurativa, mancava cioè
la trascrizione del numero di targa, ma il carro attrezzi era
già stato mandato e tra l'altro l'auto è stata presa
in noleggio ad Agadir. La polizia avrebbe dovuto solo avvertire
l'agenzia. Invece l'auto ci è stata sequestrata e siamo
stati lasciati al posto di blocco fino a tarda sera».
Il magistrato napoletano impegnato anche in Italia nella lotta
in difesa dei diritti civili, in passato è stato criticato
per aver preso parte alla manifestazione del 17 marzo 2001 a Napoli
durante il No Global Forum. Quatrano rincara la dose aggiungendo
forti preoccupazioni per l'atteggiamento delle forze dell'ordine
marocchine. «Una volta andati in commissariato sembrava
si stesse risolvendo tutto dopo l'intervento del console italiano
dell'ambasciata di Rabat, infatti il comandante si era detto disponibile
a ridarci l'automobile se fosse arrivata via fax la copia del
foglio per integrare la polizza. Nel giro di poche ore invece
la situazione è precipitata e ci è stato detto che
serviva il documento originale. A questo punto non so cosa pensare,
mi sembra un po' tutto surreale».
Quatrano e il resto della compagnia stanno alloggiando a Laayoune,
una località sul mare dove è possibile arrivare
solo in automobile. In queste ore l'ambasciata sta cercando di
capire come poter risolvere la situazione. «Nel frattempo
dobbiamo spostarci in autostop e passaggi di fortuna. Avevamo
in programma di andare anche verso Dakhla ma non so se il nostro
viaggio proseguirà, potremmo anche andarcene chissà
però se con questa 'pendenza' a mio carico posso lasciare
il paese, non vorrei ci fermassero anche all'aeroporto...».
La vicenda, che se non fosse risolta velocemente potrebbe creare
imbarazzo ai diplomatici italiani in Marocco, ha lasciato deluso
il gip partenopeo che sospetta di essere stato preso di mira per
il suo attivismo politico. E che cercano ancora un passaggio aggiunge
«forse esagero un po' ma non capisco dove vogliano arrivare».
|
|