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Negoziati
di Manhasset: i Sahraouis denunciano "l'intransigenza"
marocchina.
[Aps 12/8/07] New York-
Il secondo round di negoziati tra il Fronte Polisario
e il Regno del Marocco, il 10 e 11 agosto a Manhasset vicino a
New York, si è concluso domenica con la pubblicazione di
un comunicato dell'inviato personale del SG dell'ONU per il Sahara
occidentale Peter Van Walsum, accettato dalle due parti, che annuncia
un 3 round la cui data e luogo restano da definire. "Le due
parti riconoscono che lo status quo attuale è inaccettabile
e si sono impegnate a proseguire i negoziati in buona fede.
Hanno convenuto che i negoziati proseguiranno e
la data ed il luogo del prossimo round sarà deciso da consultazioni
future", si legge nel comunicato dell´ONU.
I negoziati tra il Polisario ed i Marocco, nell'ultimo
giorno del secondo round "hanno segnato il passo" e
si sono svolti in" un'atmosfera pesante" a causa dell'intransigenza
del Marocco per imporre il suo piano di autonomia, hanno dichiarato
all'APS i responsabili sahraouis. Annunciando un terzo appuntamento
maroco-sahraoui, "probabilmente in Europa, prima della fine
dell'anno", Radhi Bachir Seghaïer, consigliere del presidente
Mohamed Abdelaziz, e Brahim Ghali, rappresentante del Fronte Polisario
a Madrid, membri della delegazione sahraouie ai negoziati, non
hanno mancato di denunciare "la posizione raggelata"
dei marocchini che vogliono parlare solamente di "autonomia,
tutta l'autonomia e solo l'autonomia."
"A Manhasset 2, ci si gira attorno. I marocchini
hanno una posizione raggelata. Non hanno e non accettano nessuna
altra iniziativa", ha sottolineato Seghaïer che ribadisce
che le discussioni sono state "al di sotto delle aspettative".
Interrogato sulle evoluzioni eventuali registrate
dal primo round dei negoziati, del 18 e 19 giugno, ha detto che
malgrado gli sforzi del mediatore Onu, Peter Van Walsum, per fare
avanzare la discussioni e la" flessibilità" e"
la disponibilità" dei Sahraouis a fare avanzare le
trattative," i marocchini sembrano ubbidire a direttive rigide,
"ripetono lo stesso discorso sull'autonomia e non vogliono
che si affrontino temi e problemi specifici come i problemi riguardanti
i profughi, i prigionieri, il muro, lo sminamento, le ricchezze
naturali e il loro sfruttamento, la libera circolazione delle
persone e le visite tra famiglie."
Malgrado l'intransigenza della parte marocchina,
la delegazione sahraouie, forte del suo diritto all'autodeterminazione
e del sostegno della comunità internazionale, si duole
che "i marocchini non escano dal loro isolamento per ritornare
alla realtà dalla situazione nel Sahara occidentale e sottoscrivere
l'ultima risoluzione 1754 (2007) del Consiglio di sicurezza che
invita le due parti a negoziare , in buona fede e senza pregiudiziali,
sulla base delle proposte delle due parti in conflitto per assicurare
il diritto all'autodeterminazione del popolo sahraoui."
I lavori di sabato, si sono tenuti ad porte chiuse.
Confermando la disponibilità della delegazione
sahraouie a continuare la discussione" in un futuro non lontano",
probabilmente in Europa," per provare a fare qualche passo
in avanti per la ricerca di una soluzione politica reciprocamente
accettabile", il delegato sahraoui si dice dispiaciuto che
"i marocchini cerchino con ogni prezzo di bloccare questi
negoziati che potrebbero assicurare la pace e la stabilità
nel Magreb."
Riaffermando la buona volontà del Fronte
Polisario ed anche quella del mediatore ONU ha detto che "i
prossimi rounds, che si terranno all'infuori di contigenze politiche
e scadenze elettorali, che impegnano il governo marocchino, potranno
registrare maggiori progressi nella risoluzione del conflitto
sahraoui."
Riassunto comunicato Aps 12/8/07
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