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Vi
proponiamo il dibattito in Commissione e il Testo della Risoluzione:
IL
DIBATTITO
Commissione Esteri - Camera
dei Deputati - 27 luglio 2004
7-00455 Mantovani: nuovo
Piano di pace per il Sahara occidentale.
(Discussione e conclusione).
La Commissione inizia la discussione.
Ramon MANTOVANI (RC), rinuncia
ad illustrare la risoluzione in titolo.
Il sottosegretario di Stato
Margherita BONIVER, fa presente che l'Italia
sostiene tradizionalmente lo sforzo delle Nazioni Unite teso a
facilitare una
soluzione politica della questione del Sahara occidentale, appoggiando
le
risoluzioni dell'ONU finalizzate a ciò.
In particolare, il Governo italiano ha sostenuto, nell'ambito
della sessantesima
sessione della Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite,
conclusasi a
Ginevra nell'aprile scorso, un testo di risoluzione per il Sahara
occidentale,
che è stato approvato poi all'unanimità dalla Commissione
stessa. Il documento
richiama espressamente la risoluzione n. 1495 del Consiglio di
sicurezza nella
quale si esprimeva il sostegno nei confronti del piano di pace
per
l'autodeterminazione del popolo Saharawi «come soluzione
politica ottimale
basata sull'accordo fra le parti». La risoluzione invita
inoltre le parti
coinvolte e tutti gli Stati della regione a cooperare pienamente
con il
Segretario generale delle Nazioni Unite nella ricerca di una soluzione
politica
accettabile del problema del Sahara occidentale e riafferma la
responsabilità
delle Nazioni Unite nei riguardi delle popolazioni locali. La
risoluzione
richiama infine tutte le parti coinvolte a cooperare con il Comitato
internazionale della Croce rossa internazionale negli sforzi tesi
a rintracciare
le persone scomparse nel corso del conflitto o comunque a chiarirne
le sorti,
nonché a rilasciare immediatamente tutti i prigionieri
detenuti dall'inizio
delle ostilità.
Anche a livello bilaterale, il Governo ha invitato le parti, in
tutte le
occasioni di incontro e di contatto, ad adoperarsi per il raggiungimento
di una
soluzione politica che tenga conto dell'interesse delle popolazioni
coinvolte e
dei riflessi della questione per la stabilità del Maghreb.
Sulla base di queste considerazioni, il Governo ritiene che il
testo della
risoluzione sia accettabile in quanto corrisponde all'azione che
vede l'Italia
attivamente impegnata nella ricerca di una soluzione positiva
ed equilibrata
alla situazione nel Sahara occidentale.
Ramon MANTOVANI (RC), dichiarando
il proprio voto favorevole, esprime la sua
soddisfazione per l'accettazione da parte del Governo di un testo
largamente
condiviso da tutte le forze politiche in Commissione. Richiamandosi
ai contenuti
delle audizioni svolte in Commissione del Rappresentante del Fronte
Polisario e
dell'Ambasciatore del Marocco, fa rilevare che, mentre il Fronte
Polisario,
nella persona del suo rappresentante, ha dichiarato di accettare
i contenuti del
Piano Baker, non altrettanto può dirsi per il governo marocchino,
che ha
ribadito in questa occasione la sua totale indisponibilità
a conformarsi alle
soluzioni prospettate dalle Nazioni Unite, sia a quanto previsto
dal Piano
Baker, sia a quanto contenuto nelle risoluzioni sulla materia.
Laura CIMA (Misto-Verdi-U),
preannunciando il proprio voto favorevole sulla
risoluzione in discussione, stigmatizza la mancanza di volontà
politica
dimostrata dal governo del Marocco di trovare una soluzione concordata
ad una
questione annosa e tuttora irrisolta come quella del Sahara occidentale.
Si
rammarica infatti che, nonostante il costante impegno manifestato
da più parti
per giungere ad uno sbocco positivo della vicenda, la situazione
risulti ancora
del tutto bloccata per l'indisponibilità del governo marocchino,
sul quale
ritiene necessario che si esercitino le debite pressioni politiche.
Manifesta
poi la sua soddisfazione per l'unanimità del consenso sottostante
alla
presentazione e discussione della risoluzione in titolo, espressione
di un
indirizzo forte e significativo al nostro Governo.
Valdo SPINI (DS-U), nel ricordare
che il Piano Baker è stato di fatto accettato
dal Fronte Polisario, ritiene che sia ora giunto il momento opprtuno
per il
governo marocchino di dimostrare la propria buona volontà
nel trovare una
soluzione positiva per la questione del Sahara occidentale. Dichiara
quindi il
suo voto favorevole sulla risoluzione in discussione.
Dario RIVOLTA (FI) ricorda
che, nel corso dell'audizione dell'Ambasciatore del
Marocco, svoltasi questa mattina, lo stesso si è pronunciato
sulla necessità di
conciliare, nella vicenda relativa al Sahara occidentale, la tutela
dell'integrità di uno Stato e dei suoi confini con l'esigenza
di difendere il
diritto di autodeterminazione di un popolo, a testimonianza che
vi è, anche da
parte marocchina, il riconoscimento dell'urgenza di risolvere
un problema
annoso.
Sottolinea poi come i rapporti bilaterali fra l'Italia e il Marocco
siano andati
intensificandosi in questi ultimi anni, anche a seguito del consistente
flusso
migratorio proveniente da quel Paese e diretto in Italia: a questo
proposito,
ricorda come permangano alcune difficoltà di addivenire
ad un accordo bilaterale
teso a regolare tale flusso migratorio ed auspica che si possa
presto giungere a
sciogliere anche questo importante nodo critico.
Nel rilevare come il principale problema connesso alla soluzione
della questione
del Sahara occidentale sia costituito dalla difficoltà
di identificare gli
aventi diritto al voto per effettuare il programmato referendum,
ritiene
tuttavia che i contenuti del Piano Baker siano ad oggi l'unico
mezzo concreto a
disposizione della comunità internazionale per contribuire
alla soluzione del
contenzioso politico e alla pacificazione dell'area e che pertanto
sia dovere
della Commissione approvare la risoluzione in discussione.
Nessun altro chiedendo di
intervenire, la Commissione approva all'unanimità la
risoluzione 7-00455 Mantovani ed altri.
IL TESTO DELLA RISOLUZIONE
Risoluzione 7.00455 del
12 luglio 2004
La III Commissione,
premesso che:
il consiglio di sicurezza della Nazioni Unite in data 31 luglio
2003 ha adottato
all'unanimità la risoluzione n. 1495, con cui chiede al
Regno del Marocco e al
Fronte Polisario di cooperare per l'accettazione del nuovo Piano
di pace per il
Sahara Occidentale, predisposto dall'inviato speciale del segretario
generale,
James Baker III;
il piano prevede l'autodeterminazione, il cui status sarà
determinato da un
referendum sotto l'egida delle Nazione Unite, da tenersi quattro
o cinque anni
dopo la sottoscrizione del piano da parte dei soggetti interessati
e dei paesi
confinanti;
il Fronte Polisario, in data 6 luglio 2003, ha dichiarato di accettare
il nuovo
Piano Baker, mentre il Regno del Marocco ha espresso su di esso
un giudizio
negativo, chiedendo un tempo maggiore per le proprie riflessioni;
il consiglio di sicurezza dell'ONU ha adottato in data 28 ottobre
2003, sempre
all'unanimità, una nuova risoluzione (n. 1513) che prolunga
fino all'ottobre
2004 il mandato della MINURSO valutando che «l'accettazione
del piano di pace da
parte del Fronte Polisario offre ora una finestra di opportunità
per la
soluzione della lunga controversia». Nella risoluzione si
legge che «il
Segretario Generale esorta il Marocco a cogliere l'opportunità
e ad impegnarsi
positivamente nel processo accettando ed implementando il piano»
e «fa appello
alla comunità internazionale per fornire un sostegno generoso
all'UNHCR e al
Programma alimentare mondiale (WFP) affinché possano andare
incontro ai bisogni
dei rifugiati saharawi»;
tutta la comunità internazionale deve cogliere questa opportunità
per porre fine
ad una situazione di conflitto, che può rivelarsi assai
pericolosa in un'area
già così gravida di tensioni, per vedere affermati
i diritti umani e i principi
di libertà e autodeterminazione, per porre fine alle sofferenze
dei rifugiati
saharawi, costretti da molti anni all'esilio nelle condizioni
drammatiche del
deserto algerino;
il Parlamento italiano e in particolare le Commissioni Affari
Esteri di Camera e
Senato, hanno più volte, anche recentemente, espresso l'auspicio
di un più forte
impegno della comunità internazionale e dello stesso Governo
italiano, per porre
fine al conflitto nel Sahara Occidentale e per riconoscere il
diritto
all'autodeterminazione del popolo saharawi così come chiesto
ripetute volte
dalle Nazioni Unite;
impegna il Governo:
a sostenere, le posizioni recentemente adottate
dall'ONU finalizzate ad ottenere
una soluzione politica tra le parti;
a sostenere il programma europeo ECHO e ad incrementare il supporto
all'UNHCR e
al WFP, nonché il proprio impegno diretto, per gli aiuti
umanitari verso i
rifugiati;
ad adoperarsi affinché le parti adempiano alle risoluzioni
del Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite.
(7-00455) «Mantovani, Spini, Cima, Michelini, Naro, Landi
di Chiavenna,
Mattarella, Rizzi».
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