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31a Conferenza EUCOCO
RISOLUZIONE FINALE
La 31a Conferenza europea dei Comitati di sostegno
al popolo sahrawi (EUCOCO) si è riunita in Assemblea generale
il 23, 24 e 25 settembre 2005 a Sun Parks - Mol (Belgio) sotto
la presidenza del senatore belga Pierre Galand.
Essa ha riunito gli attori dei movimenti di solidarietà
europea in presenza di una delegazione del Comitato nazionale
algerino di solidarietà con il popolo sahrawi (CNAPS).
La 31a Conferenza ha accolto un'importante delegazione
del Fronte Polisario condotta da sua Eccellenza Abdelkader Taleb,
Primo ministro della RASD, composta da membri del governo sahrawi,
da parlamentari, da alti responsabili del Fronte Polisario, dalle
organizzazioni di donne, di giovani, dei lavoratori, dei diritti
umani, dei giornalisti e dei militanti dei territori sahrawi occupati.
La 31a Conferenza EUCOCO si è svolta nel
momento in cui nei territori occupati del Sahara Occidentale il
popolo sahrawi, sotto la direzione del Fronte Polisario, intraprende
una nuova fase della sua resistenza popolare segnata particolarmente
dalle manifestazioni pacifiche contro l'occupazione marocchina.
La 31a Conferenza apporta il proprio pieno sostegno
alle popolazioni sahrawi dei territori occupati, alla loro resistenza
contro l'occupazione e l'oppressione. In questa occasione esprime
la propria solidarietà con i prigionieri di opinione e
i detenuti politici in sciopero della fame da più di 45
giorni per denunciare le loro condizioni di detenzione ed esigere
il rispetto dei diritti umani e quelli del popolo sahrawi.
A questo proposito, la 31a Conferenza decide d'inscrivere
le proprie azioni presenti e future nel quadro del sostegno al
movimento della resistenza popolare del popolo sahrawi particolarmente
nei territori occupati, contro le violazioni sistematiche dei
diritti umani da parte del Marocco nei territori occupati (repressione,
arresti, scomparse): pratiche che mirano a far tacere l'aspirazione
del popolo sahrawi a esercitare il suo diritto inalienabile e
legittimo all'autodeterminazione.
In tal modo la 31a Conferenza constata che il Regno
del Marocco continua ad adottare un atteggiamento coloniale negativo,
sviluppando una strategia di contrapposizione, di fuga in avanti
che, ad ogni progresso registrato dalla comunità internazionale,
erige nuove ostacoli sul cammino del processo di soluzione, come
nel caso del rifiuto di applicare la risoluzione 1495 del Consiglio
di sicurezza dell'Onu che consacra il diritto del popolo del Sahara
Occidentale all'autodeterminazione.
Alla vigilia del 30° anniversario degli Accordi
tripartiti di Madrid, la 31a Conferenza coglie l'occasione per
ricordare alla Spagna le responsabilità storiche e politiche
che le incombono nella decolonizzazione del Sahara Occidentale,
e chiede il ripudio di questi Accordi.
La 31a Conferenza EUCOCO saluta la liberazione
degli ultimi prigionieri di guerra marocchini da parte del Fronte
Polisario; considera che attraverso questo gesto umanitario il
Fronte Polisario ha fatto prova di un elevato senso di responsabilità
e di attaccamento alla legalità internazionale.
Deploriamo che questa disponibilità non
abbia trovato il riscontro necessario presso il governo marocchino
che persiste nella sua politica d'intransigenza, rifiuta di cooperare
con il CICR per la liberazione dei 151 prigionieri di guerra sahrawi
e non vuole fornire informazioni su più di 500 scomparsi,
riconosciuti e registrati dalle organizzazioni internazionali
specializzate.
La 31a Conferenza coglie questa occasione per affermare
che la scappatoia disonesta e indegna da parte del Marocco di
volersi servire dell'Algeria come alibi, addossandole la responsabilità
del blocco del dossier del Sahara Occidentale è una favola
che non inganna più nessuno.
L'aggressività gratuita contro l'Algeria
e le pratiche antidemocratiche ripetute di ricatto e di sabotaggio
delle azioni dell'EUCOCO e del movimento di solidarietà
devono cessare e i loro mandanti condannati.
La 31a Conferenza fa appello all'opinione pubblica
internazionale a reagire per far cessare immediatamente le violazioni
dei diritti umani nei territori occupati, per la protezione dei
beni e delle persone come pure per la garanzia di libero accesso
ai territori occupati, agli osservatori indipendenti, alle organizzazioni
per i diritti umani. Saluta a questo proposito la posizione coraggiosa
espressa dal movimento marocchino per la "via democratica"
che invoca il rispetto del diritto all'autodeterminazione del
popolo sahrawi.
Riaffermando la propria solidarietà con
le vittime della terribile repressione marocchina, la 31a Conferenza
EUCOCO ha deciso un programma d'azione per venire in aiuto ai
detenuti e alle loro famiglie, per far fronte alle prove terribili
che infliggono loro le autorità marocchine.
D'altro canto la Conferenza denuncia ed esprime
la sua grave preoccupazione di fronte alla firma dell'Accordo
di pesca tra l'Unione europea e il Marocco, che comprende le acque
territoriali del Sahara Occidentale; clausola illegale e contraria
al diritto internazionale.
La 31a Conferenza denuncia tale Accordo e lo considera
come nullo e non avvenuto, in quanto si inscrive nel quadro della
politica di saccheggio e di svendita delle risorse naturali del
Sahara Occidentale, territorio che è oggetto di un processo
di decolonizzazione non ancora compiuto.
Sono stati adottati dalla Conferenza programmi
d'azione nel campo politico, dei diritti umani, e della situazione
umanitaria. I gruppi di lavoro hanno ugualmente presentato i rapporti
sulle organizzazioni di massa sahrawi (donne, giovani, lavoratori).
In prospettiva ci sono importanti appuntamenti.
la Conferenza internazionale che si terrà in Spagna in
commemorazione dei tristemente famosi "Accodi tripartiti
di Madrid" l'11 e il 12 novembre, la Conferenza internazionale
che sarà organizzata, nel febbraio 2006, nei campi dei
rifugiati sahrawi e nei territori liberati; si tratta di due avvenimenti
che costituiranno momenti di forte solidarietà con il popolo
sahrawi e la sua lotta di liberazione nazionale.
Decide che la 32a Conferenza dell'EUCOCO si terrà
in Spagna, nei Paesi Baschi.
(traduzione a cura della Lega per i diritti dei popoli)
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