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· Cinzia
Terzi per il Coordinamento delle Associazioni di Solidarietà con
il popolo Sahraui dell'Emilia Romagna Bologna 10 giugno 2005 Cari amici, Tamek ha da poco lasciato l'Italia, ma credo di esprimere il pensiero di noi tutti che l'abbiamo accompagnato lungo questa grande maratona in Emilia Romagna in Lombardia, in Toscana e infine a Roma dicendo che ha lasciato un grande vuoto in noi. Durante questo tour de force che l'ha portato da Bologna a Monchio delle Corti, Parma, Reggio Emilia, Luzzara, Gattatico, Modena, San Giovani in Persiceto, Faenza, Cattolica, Ravenna, Bergamo, Firenze, Lucca, Sesto Fiorentino e Roma, senza contare tutti i piccoli paesi dell'Emilia Romagna dove ci siamo fermati per una notte o uno spuntino, Tamek non ha mai avuto paura di esporsi raccontando della sua storia personale ma ribadendo sempre con fermezza che le carcerazioni, gli scioperi della fame, le ingiustizie patite della sua vita personale non sono nulla a confronto con la storia del suo popolo che giorno dopo giorno, da 30 lunghi anni oramai sta subendo la feroce occupazione militare del regno marocchino. Basterà leggere quello che sta succedendo in questi giorni nei Territori Occupati del Sahara Occidentale.
In Toscana festa di accoglienza a San Vito (Lucca), incontro con il sindaco di Sesto Fiorentino, con l'assessore Massimo Toschi responsabile delle Politiche Internazionali per la Regione Toscana, incontro con il Presidente della Provincia di Pisa e diversi Amministratori dell'area e partecipazione al Tavolo Regionale di coordinamento per il popolo sahraui della Toscana. A Roma i due appuntamenti politici più significativi con la Commissione permanente dei Diritti Umani della Camera e con la Commissione dei Diritti Umani del Senato. Dovunque Tamek è stato accolto con interesse e simpatia e con lui siamo entrati, caricati di angoscia, nei Territori Occupati del Sahara Occidentale dove le porte dei "giardini segreti" (tanto cari a Hassan II) si sono aperte per noi. Siamo oramai più che mai impegnati per aiutare Tamek nella sua lotta in difesa dei diritti umani e per l'autodeterminazione del suo popolo. Oggi, Tamek ci domanda con forza di non abbandonare il popolo rifugiatosi nei campi profughi di Tindouf ma di aprire un altro fronte di solidarietà, questa volta rivolto a tutti gli attivisti dei diritti umani perseguitati o incarcerati quotidianamente nel loro paese occupato militarmente, di difenderli, di condannare la politica di repressione del Marocco, obbligare il Marocco a rispettare i diritti dell'uomo nei territori Occupati, di sostenere i civili sahraui vittime di repressioni. Ci chiede inoltre di visitare, con delegazioni ufficiali o come privati cittadini, il suo paese per rendersi conto di quello che succede e operare affinché il referendum di autodeterminazione abbia luogo al più presto. A nome di tutti voi ringrazio Ali Salem Tamek per la sua testimonianza sempre sobria, chiara e vibrante. Ma voglio qui ringraziarvi tutti per avere permesso che il lungo viaggio di Tamek sia potuto essere così ricco di stimoli. Senza la presenza continua del Coordinamento dell'Emilia Romagna non avremmo potuto offrire a Tamek le emozioni che abbiamo vissuto insieme. Un ringraziamento particolare al Coordinamento Toscano che ha saputo rispondere subito alla nostra richiesta di intervento, all'Associazione Gherim di Norma per la magnifica serata, a Maria Cervi che ci ha condotto per mani nella storia della sua famiglia e dell'Italia , storia per certi versi così simile alla storia di Tamek e del suo popolo e all'Associazione "Jaima Sahraui" che ci ha salutato nello scenario incantato di Villa Paralupi. Tamek ha telefonato dalla Spagna e vi saluta tutti ma proprio tutti! In tutti questi ringraziamenti stavo per dimenticare Sleima! Grazie dunque a Sleima per la sua pazienza, per le traduzioni e per aver continuamente informato il popolo sahraui sulla permanenza di Tamek in Italia. Cordiali saluti a tutti voi. P.S. spero non avere dimenticato nessuno in questo lungo elenco e se per caso l'avrò fatto vi prego di perdonarmi perché l'avrò fatto senza intenzione ma solamente perché non ho più trovato i mille pezzettini di carta dove annotavo il nostro percorso e i tanti amici incontrati! Jacqueline Philippe Membro dell'esecutivo del Birdhso (Bureau Internazionale
per il Rispetto dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale) e dell'Ansps
(Associazione Nazionale di Solidarietà per il Popolo Sahraui) Referente
per l'Italia della Campagna Internazionale di adozione simbolica di un
desaparecido sahraui.
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