Prigionieri di guerra marocchini

01.09.2003: rimpatrio
Il CICR (Comitato Internazionale Crocce Rossa) ha proceduto al rimpatrio dei 243 prigionieri marocchini liberati dal Fronte Polisario. Tra i prigionieri c'erano 13 ufficiali e 14 "civili". I prigionieri sono stati consegnati al delegato regionale del CICR durante una cerimonia ufficiale presieduta dal presidente del CICR Sahraui, Boullahi Siid, in presenza di membri dello stato maggiore dell'Armata Popolare di Liberazione Sahraui. Durante la cerimonia Harald Schmid di Gruneck ha indicato che "alcuni vecchi combattenti dati come mancanti dal Fronte Polisario sono stati localizzati e visitati dal CICR, l'ultima volta nel maggio 2003. Secondo la delegazione del CICR di Tunisi, contattata dall'ARSO, solo alcuni sono stati localizzati, costituenti, con i 24 altri già ritrovati e incontrati nel 2001, una trentina di persone. Il delegato del CICR ha promesso di continuare le ricerche per far luce sulla sorte delle persone non ancora ritrovate.
I prigionieri sono stati consegnati alle autorità marocchine nella base di Inergane, nei pressi di Agadir, dove si fermeranno 3 settimane. "Molte famiglie hanno dovuto manifestare per poter incontrare, durante un'ora soltanto, i loro parenti". (As Sabah, 05.09 2003). Il settimanale marocchino TEL QUEL ha pubblicato il 12.09.2003 un lungo reportage sulle condizioni di accoglienza dei prigionieri in Marocco e alcune testimonianze di vecchi prigionieri.

Rapporto della fondazione France Libertés sulle condizioni di detenzione di prigionieri di guerra marocchini nelle mani del Polisario.

20.09.2003. Risposta del Fronte Polisario
Il Fronte Polisario ha pubblicato la sua risposta al rapporto della fondazione France Libertés, confutando le accuse formulate. Il documento comprende una nota introduttiva, 127 paragrafi e molti annessi, passando in rivista punto su punto le accuse avanzate dalla missione di inchiesta. Esso segnala contraddizioni ed esagerazioni, rileva nomi di prigionieri sconosciuti (Tutti i prigionieri sono registrati dal CICR), annuncia come vivi prigionieri dichiarati dalla missione come deceduti e contesta praticamente tutte le accuse. Il Polisario giudica il rapporto di France Libertés "parziale, squilibrato e disonesto" e rimprovera la Fondazione di mancanza di vigilanza e di rigore, cosa che intacca la sua credibilità, e definisce la missione esclusivamente "di parte".

24.09.2003: Un rappresentante delle autorità sahraui, El Khalil Sidi M'hammed, membro del Segretariato nazionale del Fronte Polisario, è stato ricevuto dalla signora Danielle Mitterand, presidente della Fondazione France Libertés, e le ha consegnato una lettera del fronte Polisario di risposta alle accuse della Fondazione.

Territori occupati

Repressioni quotidiane
07.09.2003. Il difensore dei diritti umani sahraui Hammad Hmad è stato vittima ancora una volta di intimidazioni da parte delle autorità marocchine. Nella notte è stato arrestato a 15 km a sudovest di El Ayoun in uno sbarramento di polizia e sottoposto a interrogatorio sulle ragioni del suo spostamento notturno. La sua auto è stata minuziosamente perquisita. Si segnala ancora che due altri sahraui, spazzini, sono stati maltrattati da gendarmi sul posto di lavoro ed uno di essi ha dovuto essere ospedalizzato. Una donna che aveva protestato contro il giudizio di un figlio sarebbe stata condotta in prigione il 18.09.2003.

17.09.2003. I nove giovani sahraui del "gruppo di Smara", arrestati in settembre 2001 durante sommosse a Smara e condannati il 24.04.2002 a due anni di carcere, sono stati liberati al termine della pena. Uno di essi, Nafi Maslah Hamadha El Mousaoui (Nefi/Nafai) è stato trattenuto per motivi sconosciuti nel momento in cui si preparava a lasciare il carcere. Mohamed Daddach e altri amici che volevano accogliere gli ex-detenuti all'uscita dal carcere sono stati avvertiti dalla polizia che era loro vietato di entrare in contatto con i prigionieri liberati.

21.09.2003. Undici giovani studenti sahraui, dell'età dai 20 ai 30 anni, hanno raggiunto i campi profughi sahraui in Algeria, provenendo dai territori occupati, fuggendo alla repressione conseguente alla loro partecipazione a diverse manifestazioni pacifiche per il rispetto dei diritti umani nel Sahara Occidentale.

23.09.2003. In occasione del rientro scolare le autorità marocchine hanno proceduto ad alcuni trasferimenti abusivi di numerosi insegnanti sahraui in città marocchine. Al momento attuale se ne conoscono oltre una dozzina di casi di cui cinque ci sono stati segnalati in dettaglio. Altre sorgenti stimano che 80 funzionari sahraui sono stati trasferiti. Si tratterebbe di attivisti dei diritti umani e di sindacalisti, allontanati a causa della loro attività cittadine:
- Lidri Elhoucine, membro del bureau de l'ex- FVJAH e membro dell'ex comitato Daddach, insegnante di filosofia al liceo. Questo attivista aveva chiesto l'anno scorso un trasferimento a Goulimine. Al rientro scolare a firmato il contratto di ripresa del lavoro a Goulimine, ma il Ministero dell'istruzione marocchino gli ha ordinato di recarsi invece a Chichawa, a 80 km da Marrakesch.
- Latif Allal: insegnante di inglese ad El Ayoun, trasferito a Erfoud vicino a Errachidia. E' un parente di un membro dell'ex-FVJSAH che ha più volte manifestato la solidarietà con i difensori dei diritti umani.
- Lagzhal Elloud: Insegnante a El Ayoun, fratello del vecchio detenuto politico sahraui <<laghzal Brahim. E' stato trasferito a Khenifra nell'Alto Atlante.
- - Mayara Mohamed Salem: insegnante ad El Ayoun, membro del Bureau dell'ex-FVJSAH e dell'ex-comitato Daddach. E' stato trasferito a Elhawz nei pressi di Marrakech.
- - Iguilid Hammoudi: insegnante di filosofia ad El Ayoun, presidente della sezione locale dell'AMDH: E' stato trasferito a Erfoud.
- Altri insegnanti hanno manifestato ad El Ayoun e a Boujdour con uno sciopero di 24 ore la loro solidarietà con le persone tra ferite.

http://www.arso.org/DDHS290903.htm