By Eric Margolis – 16 Settembre 2008
[Parigi, 15 Settembre 2008] - L'inaugurazione che si è svolta questa settimana del nuovo presidente del Pakistan, Asif Ali Zardari, il vedovo dell'assassinata Benazir Bhutto, avrebbe dovuto portare una certa speranza e un senso di direzione nell'inguaiato Pakistan. E invece no. La sensazione di uno stanco déjà-vu è gravitata durante il corso di tutto l'evento.
La prima importante dichiarazione politica di Zardari è stata la promessa di continuare ad intraprendere la cosidetta 'guerra al terrore' nel nord-ovest del Pakistan. La scelta di Zardari di ricorrere alla terminologia usata dall'amministrazione Bush è un chiaro messaggio diretto a Washington, con il quale Zardari fa intendere di voler perseguire le odiate politiche di Pervez Musharraf, l'ex dittatore sostenuto dagli USA caduto in disgrazia. Il Pakistan continuerà a ballare al ritmo di Washington.
Difatti, Zardari sembra destinato ad ereditare i difetti del fallito regime di Musharraf. Il Pakistan è in uno stato di bancarotta, e gli rimangono soltanto 60 giorni di scambi con l'estero per importare combustibile e prodotti alimentari. La metà dei suoi 165 milioni di abitanti sopravvive con meno di 2 dollari al giorno.
Le infusioni di 11.2 miliardi di dollari degli Stati Uniti dal 2001 e i dieci milioni di dollari in pagamenti segreti, sono serviti ad affittare i servizi delle riluttanti forze armate e di sicurezza Pakistane e la poco entusiasta cooperazione del suo governo.
Ma il 90% dei Pakistani si oppone alla guerra condotta dagli Stati Uniti in Afghanistan, che, come la maggior parte dei Europei, vedono come una moderna guerra coloniale il cui scopo è quello di assicurare la dominazione Statunitense delle risorse energetiche dell'Asia Centrale. Disprezzavano Musharraf per aver inviato 120.000 truppe Pakistane a combattere i membri delle tribù Pashtun pro-Talibane nel nord-ovest del Pakistan, un'azione di guerra che ha provocato l'uccisione di migliaia di civili, e per aver permesso la campagna militare degli Stati Uniti in Afghanistan.
Adesso Zardari, che è stato aiutato ad andare al potere con il sostegno finanziario e politico di Washington, pare essere destinato a seguire lo stesso corso. Considerando che soltanto il 26% degli elettori lo hanno sostenuto, Zardari si sta velocemente dirigendo verso situazioni assai problematiche.
Il rifiuto di Zardari di reintegrare i giudici della corte suprema Pakistana purgati da Musharraf è uno schiaffo in faccia alla democrazia e una ulteriore prova della sua paura di essere messo sotto accusa per seri atti di corruzione che lo inseguono. Ampiamente conosciuto come il 'Mr. 10%' da quando era ministro per gli appalti pubblici, Zardari nega tutto il misfatto, insistendo che queste spese erano state motivate politicamente.
I piani degli Stati Uniti di lanciare attacchi terrestri all'interno della zona tribale Pashtun del Pakistan (conosciuta come FATA) hanno fatto infiammare una nuova crisi. Zardari ha apparentemente approvato un maggior numero di incursioni Statunitensi contro la sua gente. Ma il potente capo del personale del Pakistan, il Generale Ashfaq Kiyani, dice che le 650.000 forze armate della nazione non tollereranno la violazione Statunitense dei suoi confini. Esistono le circostanze per possibili scontri frontali fra le truppe Pakistane e quelle Statunitensi.
Non è ancora possibile stabilire se il Canada verrà drenato oppure no nei combattimenti nelle zone tribali del Pakistan. L'ex ministro alla difesa del governo di Harper ha impetuosamente richiesto che le truppe Canadesi invadano il Pakistan. I convogli di camion, da cui gli Stati Uniti e la NATO dipendono per i rifornimenti di combustibile, acqua e munizioni, sono crescentemente fatte oggetto di attacchi da parte del fronte pro-Talibano del Pakistan mentre si aprono la via fino al leggendario passaggio Khyber.
Un ciclo vizioso è adesso in gioco. Gli Stati Uniti pagano le forze armate del Pakistan per attaccare i membri delle tribù pro-Talibane lungo il confine e fornire il loro aiuto nella guerra degli Stati Uniti in Afghanistan. Gli Stati Uniti e gli aerei militari Pakistani bombardano i villaggi Pashtun nell'area FATA. Pashtun furiosi organizzano azioni di rappresaglia attaccando con le bombe obiettivi del governo (conosciuto come 'terrorismo'). Il governo e gli Stati Uniti lanciano un maggior numero di attacchi mentre i Pakistani richiedono al loro governo di fermare il massacro della sua gente. Musharraf era detestato per essere un tirapiedi Americano. Se Zardari continua le fallite politiche di 'Mush', anche lui andrà incontro allo stesso destino.
Gli Stati Uniti sono in procinto di sferrare calci ad un altro nido di calabroni attraverso gli attacchi terrestri condotti in Pakistan. Incapaci di schiacciare la crescente resistenza nazionale all'occupazione condotta dagli Stati Uniti in Afghanistan e di assicurare il controllo dei previsti itinerari delle condutture petrolifere, la frustrata Casa Bianca di Bush sta lanciando un nuovo conflitto quando mancano i soldati e i soldi per sottomettere l'Afghanistan.
Diffondere la guerra Afgana in Pakistan è un atto pericoloso e sconsiderato. Minaccia di destabilizzare e fare a pezzi il fragile Pakistan, nella stessa maniera in cui gli Stati Uniti hanno smembrato l'Irak. Un Pakistan frammentato potrebbe essere una tentazione per l'India ad intervenire. Entrambi i paesi sono muniti di armi nucleari.
Asif Zardari è seduto in cima ad una bomba pronta ad esplodere. Una nuova maniera di pensare è quello di cui ha bisogno. Lo stesso dicasi per i suoi patroni occidentali, che devono urgentemente porre fine all'inutile guerra Afgana prima che faccia saltare in aria il Pakistan.
Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info