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Venezia 2008: Quarto Collegamento

Di Luca Baroncini – 8 Settembre 2008

Si sono spenti i riflettori sulla Sessantacinquesima edizione del Festival di Venezia con il verdetto della Giuria presieduta da Wim Wenders e composta da Juriy Arabov, Valeria Golino, Douglas Gordon, Lucrecia Martel, John Landis e Johnnie To.

Il toto-leone è stato sostanzialmente rispettato, con però qualche sorpresa. In generale, come già spiegato nei collegamenti precedenti, non si è trattata di un’edizione memorabile e sono tanti, troppi, i film circolati sugli schermi in questi 11 giorni che resteranno congelati in assenza di un pubblico. E non tanto, o non solo, per la mancanza di coraggio dei distributori, ma soprattutto perché fondamentalmente di poco spessore.

Sono ancora in molti a credere che l’arte vada di pari passo con l’impenetrabilità e l’incomunicabilità, senza rendersi conto che dovrebbe essere caratterizzata da bellezza e potenza. Pareri soggettivi, comunque, ed è la forza del cinema, capace di coniugare una pluralità di punti di vista, tutti giusti se dettati dal gusto personale e non dall’ideologia.

Ma veniamo ai premi. Ecco l’elenco, a cui seguirà un breve commento:

LEONE D'ORO
The wrestler”, di Darren Aronofsky

PREMIO SPECIALE PER LA REGIA - LEONE D'ARGENTO
Paper Soldier”, di Aleksey German Jr

GRAN PREMIO DELLA GIURIA - LEONE D'ARGENTO
Teza”, di Haile Gerima

LEONE SPECIALE PER L'INSIEME DELL'OPERA
Nuit de Chien”, di Werner Schroeter

COPPA VOLPI MIGLIOR ATTORE
Silvio Orlando per “Il papà di Giovanna

COPPA VOLPI MIGLIORE ATTRICE
Dominique Blanc per “L'autre

OSELLA D'ORO MIGLIORE FOTOGRAFIA
A. Khamidhodjaev e M. Drozdov per “Paper Soldier

OSELLA D'ORO MIGLIORE SCENEGGIATURA
Haile Gerima per “Teza

PREMIO MASTROIANNI ATTORE/ATTRICE EMERGENTE
Jennifer Lawrence per “The burning plain

PREMIO DE LAURENTIIS MIGLIOR OPERA PRIMA
Pranzo di Ferragosto”, di Gianni Di Gregorio

Fa piacere il riconoscimento a “The Wrestler” perché si tratta di un bel ritratto di perdente con un Mickey Rourke molto in parte. E’ stato erroneamente definito l’ennesimo Rocky in cerca di riscatto mentre Randy Robinson, detto l’Ariete, protagonista del film è tutt’altro che virtuoso e finisce per perdere tutto, l’amore, gli affetti più cari, la salute, per realizzare se stesso. Ma non per essere un vincente, anzi, solo per l’impossibilità di non cedere al proprio imprescindibile sentire.

Prevedibile il riconoscimento all’etiope “Teza”, per molti il maggior candidato al Leone d’Oro, e più dubbi sul Leone d’Argento al russo “Paper Soldier”, film formalmente ineccepibile ma minato da una patina intellettuale che lo rende poco comunicativo.

Quanto agli attori, Dominique Blanc è sicuramente brava, ma il film “L’autre” non è piaciuto ai più. Inevitabile, poi, un riconoscimento all’Italia, visti anche i quattro titoli in concorso, e Silvio Orlando protagonista de “Il papà di Giovanna” era forse l’unica scelta possibile in mezzo a titoli che si sono ben difesi (a parte l’indifendibile Ozpetek di “Un giorno perfetto”), ma senza particolari colpi di fulmine.

Tra gli esclusi, il più votato dal pubblico, “Ponyo on the Cliff by the Sea”, la favola gentile di Hayao Miyazaki, e l’interessante “The Hurt Locker” di Kathryn Bigelow, che prova a mettere in scena la ricerca di adrenalina che spinge persone qualunque a scegliere di rischiare la propria vita come soldati. Tra gli inaspettatamente inclusi, invece, “Nuit de Chien”, tra i più odiati dal pubblico per la sua datatissima critica al potere.

Direi che è tutto. Ora non resta che affollare le sale per verificare di persona. Molti titoli, soprattutto quelli italiani, sono già usciti, altri usciranno a breve. La maggior parte, forse per fortuna, non uscirà affatto.

Alla prossima!

Aronofsky image: Alberto Pizzoli / AFP / Getty Images